L’infinito in una goccia

INFINITO GOCCIAI fragili equilibri tra natura e uomo sono a rischio, eccessivi impatti ambientali possono comprometterlo. Dalla fine del XIX secolo, in Carnia e in Friuli, l’idroelettrico rappresenta però una fonte tradizionale e consolidata. Nel volume L’infinito in una goccia. Storia di energia idroelettrica in Friuli Venezia Giulia di Ilaria Olivo e Andrea Mocchiutti, 

presentato al Fogolâr Furlan il 21 giugno 2019, si ripercorre la storia degli impianti, il loro presente, il loro futuro e la preservazione di un ambiente naturale in una fase di mutamenti dell’ecosistema.
I due autori sono stati presentati dall’ingegnere Alessandro Ortis, che ha preso subito la parola dopo un breve indirizzo di saluto del presidente Francesco Pittoni. Le capacità oratorie di Ortis erano già note, ma se unite all’esposizione di un argomento di cui egli è particolarmente competente (è stato in passato presidente dell’Autorità energia e gas), allora si può immaginare l’alto livello della conferenza che ne è scaturita. Ortis ha saputo introdurre gli argomenti trattati nel volume in modo appassionato, anche per la profonda conoscenza del territorio friulano dal quale proviene.
Un’alternanza di immagini e brevi note storiche ci hanno accompagnato nella conoscenza del percorso dell’acqua, il suo impetuoso flusso capace di trasformarsi in energia pulita e rinnovabile, all’interno degli incantevoli scenari naturalistici del Friuli.

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