L'Italia nella Poesia Dialettale

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Venerdì 7 dicembre 2018 presso la Casa delle Associazioni Regionali è stato presentato con egida UnAR il volume di Luisa Gorlani L'Italia nella Poesia Dialettale (1700 - 2000). L'opera della Gorlani, lombardo-veneta d'origine ma romana d'adozione, scrittrice affermata, e con un trentennale passato

 

da docente di Lettere Classiche nelle Scuole di svariate regioni, (le è toccato inseguire gli spostamenti del coniuge ammiraglio della Marina Militare) è un excursus di tre secoli di poesia dialettale in Italia, dal Nord al Sud. Si tratta di un eccellente lavoro di sintesi che consente di cogliere le relazioni tra i diversi territori italiani e le loro espressioni linguistiche, quale legame profondo con le proprie radici e le proprie singolari identità. I dialetti, molti dei quali sono anche lingue minoritarie, rappresentano le parlate del quotidiano, espressioni autentiche della comunicazione verbale usata in famiglia, e allo stesso tempo sono richezza idomatica per la pluralità di termini dai suoni assolutamente originali. Come tali, essi costituiscono un patrimonio secolare unico che necessita di una maggiore valorizzazione. La Gorlani ha preso ad esempio alcuni poeti più rappresentativi delle aree geografiche di cui si è ascoltato e veduto a video anche le grafie per cogliere le differenti pronuncie. In successione sono state recitate le seguenti poesie: El me Milan di Emilio De Marchi, Le dezzornade de Bressa (Le 10 giornate di Brescia) di Angelo Canossi, poeta della brescianità, Vogia de casa (Voglia di casa) del friulano (gradese) Biagio Marin, Un dè d’utouber  (Un giorno d’ottobre) del romagnolo Tonino Guerra; ben quattro poesie di autori romani: Rifressione immorale sur Culiseo di Gioacchino Belli, La scoperta de l’America di Cesare Pascarella, Pasquino sempre scontento di Trilussa e Ponte dell’Angeli di Mario Dell’Arco; poi del campano Salvatore Di Giacomo Pianefforte ‘e notte (Pianoforte di notte), Pasca Tarandine (Pasqua tarantina) del pugliese Claudio De Cuia, e infine le poesie dei siciliani Giovanni Meli Polifemu e di Ignazio Buttitta Lu trenu di lusuli  (Il treno del sole). Ogni ambito territoriale è stato introdotto con clip emozionali: immagini, di città, paesaggi e cibi tipici, accompagnate da canzoni tradizionali, riconoscibili a tutti come Oh me bela Madunina, Marieta monta in gondola, Romagna mia, Quanto sei bella Roma, Napule è, Quant’è bellu lu primm’ammore e Vitti ‘nacrozza. Sono seguite, dopo, alcune interpretazioni di poesie: Antonio Maria Masia con Su tempusit est  (Cos’è il tempo), Carmen Cargnelutti con una lirica dedicata al Natale del friulano Gianfranco Gallo, Gianni Salaris (Associazione Dea Roma) ha recitato la sua poesia in romanesco Socera, Marcello Soro ha letto Er Natale nostalgico de noantri, Emanuele Verghini, presidente dell’Associazione della Tuscia, ha proiettato un breve video in cui l’attore Vincenzo Bocciarelli legge Titta Marini. Al termine di questo tour dell'Italia dialettale si è esibita l'Ensemble di Fiati della Banda dell'Esercito con l'esecuzione dell'inno di Mameli, de La Bandiera tricolore e di altri brani applauditissimi. Non poteva ovviamente mancare, in conclusione, il brindisi con i prodotti regionali offerto dall'UnAR e dal Gremio dei Sardi.

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