Le Collezioni dei Musei Vaticani: incontro con la direttrice Barbara Jatta

musei vaticaniVenerdì 10 maggio 2019 l’Associazione Pugliese di Roma ha organizzato in sede un incontro culturale di straordinaria portata artistica. La direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta, appartenente alla nota famiglia di origine pugliese a cui si deve anche il museo archeologico omonimo di Ruvo di Puglia, ha intrattenuto soci e amici sul tema

“Le Collezioni dei Musei Vaticani tra passato, presente e futuro”. Ha introdotto la serata il presidente Antonaci, mentre l’architetto Maria Luigia Argentiero ha dialogato con la direttrice, la quale ci ha compitamente illustrato la struttura complessa dei Musei Vaticani. Ben undici diverse collezioni esposte al pubblico oltre le Mura Leonine, nello Stato della Città del Vaticano. Quasi 6.500.000 visitatori che vengono ogni anno da ogni parte del mondo ad ammirare la Cappella Sistina, le Stanze e la Loggia di Raffaello, i marmi romani, il Museo Gregoriano Egizio e quello Etrusco, la Galleria degli Arazzi, la Galleria dei Candelabri, la Galleria delle Carte Geografiche, gli appartamenti Borgia e di San Pio V, la Pinacoteca. Non c’è luogo al mondo così ricco di arte, di bellezza, di fede. I Musei Vaticani nascono più di cinquecento anni fa per volere di papa Giulio II con l’esposizione pubblica del Laocoonte, mitologica scultura ritrovata nel gennaio del 1506 in una vigna sul Colle Oppio non lontano da san Giovanni, divenuta subito oggetto di studio di Michelangelo e Giuliano da Sangallo. Sono molti gli ambienti del Vaticano che attraggono il visitatore, oltre alla Sistina e alle Stanze affrescate dal divin maestro, c’è la Galleria delle Carte Geografiche, voluta da Gregorio XIII tra il 1581 e il 1583, per avere una rappresentazione planimetria di tutta l’Italia. A distanza di secoli lì si ritrovano paesaggi perduti, piccoli centri scomparsi, regioni, possedimenti italiani, città com’erano alla fine del ‘500, affrescate con precisione da artisti e cartografi, su cartoni disegnati da padre Ignazio Danti. Tra le tante iniziative sviluppate dai Musei di cui ci ha parlato la direttrice Jatta vi è l’affascinante rito quotidiano dell'apertura degli ambienti espositivi. All’alba, un numero ristretto di fortunati può seguire il “Clavigero vaticano”, l’uomo che, con la flebile luce di una torcia elettrica e 2797 chiavi, apre le migliaia di metri quadrati di ambienti museali, riaccendendo la meraviglia dell’arte dopo il buio della notte.
Tra i presenti alla conferenza anche il cardinale e arcivescovo monsignor Francesco Monterisi, già arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura, originario di Barletta.
 
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