Ricordo di Giuseppe Saragat

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Sabato 17 novembre presso la Casa delle Associazioni regionali è stata ricordata la figura di Giuseppe Saragat, esattamente a 30 anni dalla sua morte. Hanno introdotto la serata Antonio Masia, presidente del Gremio dei Sardi, e Enrico Mobelli, giornalista RAI, presidente dell'Associazione Piemontesi a Roma.

 

Giuseppe Saragat era nato a Torino da famiglia sarda. Il padre Giovanni, apprezzato avvocato penalista e scrittore, era di Sanluri ma, per motivi professionali, si era trasferito nella capitale piemontese e lì s’era sposato. Giuseppe Saragat, croce di guerra congedato nel 1920, si era iscritto al Partito socialista unitario nel 1922, entrando nella direzione del partito nel 1925. Nel 1926, con il consolidarsi del regime fascista, espatriò in Austria e poi in Francia, essendo peraltro segnalato con sovversivo dalla questura di Torino. Rientrato nel '43 fu arrestato e al termine della guerra gli venne affidata la presidenza dell’Assemblea costituente. Masia e Morbelli hanno lasciato la parola al Sindaco di Sanluri Pasquale Marica che ha ricordato la seconda edizione del “premio Saragat” a concittadini distintisi in diversi campi professionali, dall'imprenditoria all'arte. Prima di passare alla conferenza il Maestro Emanuele Frenzilli ha offerto un piccolo momento musicale interpretando brani di F. Schubert e A. Scriabin. È seguita poi la visione del filmato contenente gli auguri di fine anno 1967 di Saragat nella veste di Presidente della Repubblica e di un documento curato da Antonio Casu, Capo del servizio biblioteca della Camera. Danilo De Masi, Presidente della “Fondazione Giuseppe Saragat”, ha fatto conoscere gli aspetti meno ufficiali, in gran parte legati a ricordi personali nati nel suo rapporto con il “segretario” della socialdemocrazia italiana. A Giorgio Carta, ex parlamentare, già segretario del partito socialdemocratico, sono state affidate le conclusioni su una figura ancora così poco studiata, europeista antelitteram, “atlantista” e non filo-americano. Giorgio Carta ha concluso il suo intevento elogiando l’attività del Gremio, finalizzata ad attività culturali, quali vetrine per la diffusione della cultura e delle tradizioni della Sardegna. Carta, da assessore regionale, confezionò in collaborazione con Antonio Maccanico una legge per favorire le “attività” dell’associazionismo regionale sardo nel mondo. Alla fine è seguita la degustazione di specialità sarde.

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